Cari amici,
per estensione considero amici tutti quelli che capitano su questo sito, non fosse altro che non riesco ad immaginare motivo diverso per digitarne il nome se non quello di vedere cosa posso averci messo.
Ebbene, come è facile verificare, tra la registrazione del dominio e la messa on line di questa paginetta è passato più di un anno… io me lo ricordo perché ho pagato da poco il rinnovo.
Tutto questo tempo per scrivere queste quattro str…ane frasi? SI.
Non fosse altro perché il nome del sito è significativo ed importante e non ne va sottovalutato il contenuto.
Sono disposto a giurare su una montagna di bibbie che non c’è stato giorno in questo anno che io non abbia profondamente riflettuto e meditato su cosa scrivere, su come usare al meglio un dominio con tale nome…come fare a non sprecarne l’innegabile effetto, come evitare di svilirlo a sito degenere, degradato, volgare; come permettere al nome a dominio un riscatto…”sociale”?
Pensa che ti ripensa, dapprima ho immaginato di utilizzarlo in maniera simpatica e spiritosa inserendovi le foto di alcuni amici (all’unanimità mi hanno richiesto Paolo, ma questa è una storia che scriverò su un altro sito); poi ho pensato che forse il posto giusto non era per gli amici ma per i nemici; e tuttavia anche questo risultava estremamente difficile, non solo per una ovvia controffensiva legale che avrei scatenato, ma anche perché la categoria risulta, per ogni uomo spero o sono anormale io, di gran lunga difficile da confinare e definire con esattezza.
Chi sarebbero stati i nemici da inserire? Come catalogarli? In base a quale criterio decidere chi andava prima e chi dopo?
In guerra il nemico è quello che ti sta di fronte, che è pronto ad ucciderti per difendere la propria vita, prima ancora delle proprie idee (ovviamente parlo da poveraccio, non da guerrafondaio), nel mio caso chi sarebbe stato il nemico?
Avevo pensato di indirizzarmi sul mio “archivio storico” e così citare quel tal professore che mi ha maltrattato ingiustamente, oppure quella ragazza che mi ha tradito, deluso, ingannato (perdonate la citazione).
Troppo banale, troppo melenso, troppo inutile.
Così poi ho pensato al mondo del lavoro: lì ce ne sono davvero di grossi…
Potevo dedicare tranquillamente tutto il sito ai signori per cui ho lavorato due anni come IT Manager, senza contributi, senza adeguato stipendio, con orario dalle 09 alle 19, con trasferte in tutta Italia mai rimborsate (e con auto personale) e che alla fine, quando ho lasciato, hanno sparlato di me ed hanno tentato in diversi modi di darmi fastidio ed appropriarsi del mio lavoro. Effettivamente come pezzi di merda non sono male.
Poi ho avuto un po’ di pietà in considerazione dei guai giudiziari e finanziari che stanno passando, ho ritenuto che Qualcuno, meglio di me, in questo momento sta cercando di fargli capire quanto sono str…alunati e che in fondo comunque dedicargli un sito significava fargli troppo onore.
Allora il mio pensiero è andato ai clienti: vere perle di persone, con tutta la buona intenzione di farti lavorare e tantissimo, più di quanto tu possa immaginare; sul pagarti non dico il giusto, ma almeno un minimo, lasciamo correre (nel senso che devi corrergli dietro).
Ad un certo punto una considerazione mi ha folgorato…
Il danno che i suddetti pezzi di …. Mi hanno procurato, in realtà non si ripercuote solo su di me.
Ho pensato che tutte le domeniche passate a lavorare trascurando figli e moglie per poi non essere pagato né ringraziato non sono un problema solo mio, ma di tutta la mia famiglia.
Ho ripensato al ritorno dal mio primo giro d’Italia nel Novembre 2006, con mio figlio che aveva solo 5 mesi e che dopo 20 giorni di assenza non mi ha riconosciuto ed ho imprecato ancora contro il grandissimo pezzo di merda che non me l’ha mai pagato.
Ho pensato a tutte le volte che avrei voluto recarmi al mare con la famiglia e non è stato possibile perché i miei cari clienti non potevano rispettare le scadenze ed ad Agosto moglie e figli hanno trovato ospitalità da qualche parente ed io per vergogna sono rimasto a casa (vergogna di lavorare e spaccarmi la schiena senza frutto).
Ho pensato a quante volte, anche di recente, ho dovuto utilizzare la carta di credito per la spesa perché chi mi deve cifre esorbitanti non solo non paga, ma pretende sempre di più.
Pensando a tutto questo, confesso di essermi sentito un vero PEZZO DI MERDA.
Così pensavo di dedicare questo sito tutto e solo a me, lo merito e lo pretendo e lo terrò finchè le cose non cambieranno.
Per farle cambiare sto cambiando io e mi permetto di avvisare tutti coloro con cui ho a che fare che sto cambiando, non se ne avessero a male se in me dovessero trovare poca pazienza e nessuna compassione. Il mio obiettivo dichiarato è che non mi importa di essere un pezzo di merda per gli altri, purchè smetta di esserlo verso i miei cari e me stesso.
Beh, se avete letto tutto il minimo che posso fare è ringraziarvi ed augurarvi di non sentirvi come me.
E se avete suggerimenti per il sito non esitate a scrivere.